Art. 213 c.p.p.: differenze tra le versioni

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{{Articolo|Art. 213 c.p.p. (Ricognizione di persone. Atti preliminari)|1. Quando occorre procedere a ricognizione personale, il giudice invita chi deve eseguirla a descrivere la persona indicando tutti i particolari che ricorda; gli chiede poi se sia stato in precedenza chiamato a eseguire il riconoscimento, se, prima e dopo il fatto per cui si procede, abbia visto, anche se riprodotta in fotografia o altrimenti, la persona da riconoscere, se la stessa gli sia stata indicata o descritta e se vi siano altre circostanze che possano influire sull'attendibilità del riconoscimento.<br/> 2. Nel verbale è fatta menzione degli adempimenti previsti dal comma 1 e delle dichiarazioni rese.<br/> 3. L'inosservanza delle disposizioni previste dai commi 1 e 2 è causa di nullità della ricognizione.<br/><br />[[Art. 212 c.p.p.|* vai all'articolo precedente: Art. 212 c.p.p. (Modalità del confronto)]]<br />[[Art. 214 c.p.p.|* vai all'articolo successivo: Art. 214 c.p.p. (Svolgimento della ricognizione)]]}}[[category:Codice di Procedura Penale]]
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Versione attuale delle 12:06, 16 lug 2014

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Art. 213 c.p.p. (Ricognizione di persone. Atti preliminari) approfondisci

1. Quando occorre procedere a ricognizione personale, il giudice invita chi deve eseguirla a descrivere la persona indicando tutti i particolari che ricorda; gli chiede poi se sia stato in precedenza chiamato a eseguire il riconoscimento, se, prima e dopo il fatto per cui si procede, abbia visto, anche se riprodotta in fotografia o altrimenti, la persona da riconoscere, se la stessa gli sia stata indicata o descritta e se vi siano altre circostanze che possano influire sull'attendibilità del riconoscimento.
2. Nel verbale è fatta menzione degli adempimenti previsti dal comma 1 e delle dichiarazioni rese.
3. L'inosservanza delle disposizioni previste dai commi 1 e 2 è causa di nullità della ricognizione.