Petitum

È l'oggetto della domanda giudiziale, ossia ciò che si domanda al giudice. Costituisce (con le parti e la causa petendi) uno degli elementi di identificazione delle azioni.

Bisogna, peraltro, distinguere il petitum immediato da quello mediato.

Si parla di petitum immediato per individuare il provvedimento che con la domanda si chiede al giudice (es.: la condanna, il sequestro etc.).

Si parla di petitum mediato, invece, in riferimento all'oggetto al cui soddisfacimento è diretta la domanda ossia al bene della vita che si chiede nei confronti della controparte (una cosa, una prestazione etc.).

La legge (artt. 163 e 414 c.p.c.) dispone che l'atto introduttivo del giudizio (l'atto di citazione nel processo di cognizione ordinario e il ricorso nei giudizi dove richiesto) deve contenere l'indicazione della cosa oggetto della domanda (ossia il petitum mediato) e delle conclusioni di essa, vale a dire il provvedimento domandato (il petitum immediato).

Inoltre, dal momento che la domanda viene individuata innanzitutto attraverso il petitum mediato, il quale non può essere domandato separatamente dal petitum immediato, ciò comporta, ai sensi dell'art. 164 c.p.c., la nullità della citazione dalla quale non sia desumibile, neanche dal contesto dell'atto, il petitum mediato ed immediato e la causa petendi.

L'indicazione del petitum, oltre che degli altri elementi dell'azione, segna i confini del potere decisorio del giudice, poiché questi non può pronunciare oltre i limiti della domanda (c.d. principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato) (art. 112 c.p.c.).

Ultima modifica il 21 set 2013 alle 17:25