Convalida di licenza o di sfratto

Da Diritto Pratico.

È un procedimento speciale diretto ad ottenere dal giudice la emanazione di un provvedimento (ordinanza) , che convalidi la licenza ovvero lo sfratto per scadenza del termine o per mancato pagamento del canone pattuito. Possono valersi di questa procedura soltanto il locatore o il concedente in caso di locazione, affitto a coltivatore diretto, mezzadria, colonia parziaria. Soggetto passivo della procedura sarà, nel primo caso, il conduttore; nel secondo caso, l’affittuario coltivatore diretto, il mezzadro o il colono.

La legge prevede tre ipotesi:

  1. licenza per finita locazione, che si intima prima della scadenza del contratto, per impedire la rinnovazione tacita di esso;
  2. sfratto, che si intima dopo la scadenza del contratto;
  3. sfratto per morosità, che si intima per mancato pagamento dei canoni alle scadenze stabilite.

In tutti e tre i casi la procedura inizia con una intimazione, rivolta dal locatore (o concedente), di lasciar libero l’immobile, con contestuale citazione del conduttore per la convalida.

All’udienza possono verificarsi le seguenti ipotesi:

In tal caso la formula esecutiva ha effetto dopo 30 giorni dalla data dell’opposizione. Tale disposizione va integrata (in caso di licenza o sfratto per finita locazione) con l’art. 56 della legge sull’equo canone, che impone al giudice di fissare, nel provvedimento di rilascio, anche la data di esecuzione dello stesso;

A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 19-2-1998, n. 51, la competenza in materia di convalida di licenza o di sfratto spetta al Tribunale in composizione monocratica; il rito applicato sarà quello del lavoro, art. 447-bis c.p.c. introdotto dalla riforma del ’90.